I Carracci
Palazzo Fava è stato per Ludovico, Agostino e Annibale Carracci l’occasione per dare il primo grande saggio della loro arte.
Gli affreschi con il mito di Giasone e Medea, nel salone del piano nobile, sono presentati come quadri dove ciascuno vive di un’autonoma impostazione prospettica.
Nel ciclo di diciotto episodi, i Carracci raggiunsero altissimi risultati per naturalismo anti-accademico e maturità pittorica, innovando il concetto del ciclo di affreschi, che fino a quel momento prevedeva una diluizione narrativa e una presenza massiccia di decorazioni a scapito della narrazione.
Nel ciclo di Giasone si è anche supposto un riferimento alla famiglia Fava; due sarebbero le ipotesi:
una vede nella figura dell’eroe greco un esempio da seguire: con razionalità e sforzo riesce a perseguire il suo obiettivo, l’altra vede nella massiccia presenza nel racconto dell'elemento magico e dell'inganno personificato da Medea, un riferimento a scienza e magia, discipline cui erano dediti i componenti della famiglia Fava.